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Giovedì 21 Settembre 2017
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COMMERCIALIZZAZIONE SACCHETTI DI PLASTICA - LAutorità garante per la concorrenza ed il mercato chiarisce i concetti di biodegradabilità e compostabilità

Con provvedimento PB385 n. 21942, pubblicato sul bollettino n.51 del 17 gennaio 2011, l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha giudicato "pubblicità ingannevole" quella di chi commercializza sacchetti in polietilene con additivi ECM come "biodedegradabili" o "compostabili".

Roma, 24/01/2011

Con provvedimento PB385 n. 21942, pubblicato sul bollettino n.51 del 17 gennaio 2011, l'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha giudicato "pubblicità ingannevole" quella di chi commercializza sacchetti in polietilene con additivi ECM come "biodedegradabili" o "compostabili". I manufatti con «ECM Masterbatch PelletTM» (additivo chimico utilizzato nel trattamento di materie plastiche tradizionali), infatti, risultano biodegradabili in percentuali variabili, in funzione del polimero di base, ma in tempi piuttosto lunghi tanto da andare a ricadere nella fascia definibile come «scarsamente biodegradabile» e pertanto risulta ingannevole il messaggio che li identifica come biodegradabili. In base a queste considerazioni l`Autorità ha emanato il provvedimento determinando che l'unica definizione di "compostabile" è quella che rispetta la Norma UNI EN13432 «Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione».

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